DECRETO SCUOLA 2027: IN ATTESA DEL TESTO ECCO I CONTENUTI

  • È stato approvato in Consiglio dei ministri il decreto sulla scuola che introduce novità stringenti per favorire l’integrazione scolastica e combattere la formazione di “classi ghetto”. 
     
    Ecco il sunto dettagliato dei principali punti che riguardano gli studenti stranieri e le loro famiglie.

    . Il tetto del 30% di alunni stranieri in classe

    Nelle classi prime della scuola primaria (elementare), della secondaria di primo grado (media) e della secondaria di secondo grado (superiore), la presenza di alunni stranieri non potrà superare il 30% del totale. 
     
    Tuttavia, il provvedimento definisce in modo specifico chi rientra in questo limite per evitare di penalizzare chi è già integrato: [1]
    • Scuola Primaria (Elementari): Il limite del 30% si applica solo agli alunni con cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia (materna) in Italia. Chi è nato qui o ha fatto la materna è escluso dal computo. [1, 2, 3]
    • Scuole Medie e Superiori: I criteri sono flessibili e si concentrano principalmente sul possesso o meno di adeguate competenze linguistiche e di un sufficiente background scolastico in lingua italiana.
Cosa succede se si supera il tetto?
Gli uffici scolastici territoriali dovranno attuare misure organizzative per ridistribuire gli alunni in eccedenza tra gli istituti limitrofi, sempre rispettando il principio di prossimità al domicilio dello studente. 
 
2. Corsi di italiano obbligatori per i genitori
Il decreto interviene direttamente sulle famiglie per garantire che le barriere linguistiche dei genitori non danneggino il percorso di studio dei figli:
  • I presidi e gli insegnanti avranno l’obbligo di segnalare ai servizi sociali i casi in cui i genitori presentano difficoltà di lingua tali da ostacolare la cooperazione scuola-famiglia o da incidere negativamente sul rendimento del minore.
  • I servizi sociali predisporranno per questi genitori la frequenza gratuita di corsi di lingua italiana presso i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), con l’obiettivo di raggiungere almeno il livello A2.
  • Le sanzioni: Chi rifiuta o non partecipa a questi corsi senza una valida giustificazione (dopo una formale diffida) rischia una sanzione amministrativa pecuniaria che può arrivare fino a 1.000 euro. 
3. Divieto del volto coperto a scuola
Viene introdotto il divieto assoluto di partecipare alle attività scolastiche a volto coperto. La misura vieta espressamente l’utilizzo di indumenti come il burqa o il niqab all’interno delle mura scolastiche.
  • Sono previste multe da 200 a 1.000 euro in caso di violazione.
  • Le uniche deroghe ammesse riguardano specifiche ragioni sanitarie debitamente certificate (es. mascherine mediche) o esigenze strettamente legate all’attività didattica o formativa. 
4. Fondi e potenziamento didattico
Per gestire la transizione e supportare le classi in difficoltà, lo Stato ha stanziato finanziamenti specifici per attività extracurricolari e di potenziamento incentrate sull’insegnamento della lingua italiana, garantendo risorse aggiuntive per l’alfabetizzazione degli studenti appena arrivati nel nostro Paese.
 
Tempistiche di attuazione
Le norme per i corsi dei genitori e il divieto del volto coperto entrano in vigore immediatamente, mentre il meccanismo del tetto del 30% per le classi prime entrerà a pieno regime a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Per l’anno in corso non ci saranno stravolgimenti immediati nelle classi esistenti.
 
Lo smistamento degli alunni sul territorio
Il rispetto del limite del 30% di alunni stranieri (con le specifiche esclusioni per chi è nato in Italia o ha fatto la materna) richiede una complessa gestione logistica affidata agli Uffici Scolastici Territoriali. 
  • Principio di Prossimità: Se in una determinata scuola le iscrizioni eccedono il tetto del 30%, i dirigenti non possono semplicemente rifiutare lo studente. Gli uffici locali dovranno ricollocare i ragazzi in istituti limitrofi, garantendo che la nuova scuola sia vicina al domicilio o alla residenza della famiglia per non creare disagi insostenibili legati ai trasporti. 
  • Deroghe Mirate: Lo spostamento in altre scuole avverrà “con giudizio”. Qualora sul territorio non ci siano scuole vicine con posti disponibili, o se lo smistamento dovesse compromettere la continuità familiare (ad esempio dividendo fratelli), potranno essere concesse deroghe motivate per superare temporaneamente il tetto del 30%.
Altre importanti novità del Decreto Scuola 2026
Il testo del Consiglio dei Ministri contiene una serie di riforme strutturali per la scuola italiana che vanno oltre l’integrazione linguistica: 
1. Il ritorno del Latino alle scuole Medie
A partire dall’anno scolastico 2027/2028, viene reintrodotto l’insegnamento del latino nella scuola secondaria di primo grado (medie). L’obiettivo dichiarato dal Ministero è quello di rafforzare le competenze logiche, la struttura grammaticale e la comprensione profonda della lingua italiana fin dai primi anni dell’adolescenza. 
2. La trasformazione degli Istituti Tecnici e Professionali in Licei
Cambia radicalmente l’identità della formazione tecnica e professionale in Italia per adeguarla agli standard europei e valorizzarne il prestigio: 
  • Gli Istituti Tecnici cambiano denominazione ufficiale e diventano Licei Tecnologici.
  • Gli Istituti Professionali diventano Licei Professionali.
  • Viene dato forte impulso alla filiera “4+2”, il percorso che permette di completare gli studi superiori in 4 anni (anziché 5) per poi accedere direttamente ai due anni di specializzazione degli ITS Academy (Istituti Tecnici Superiori), accelerando l’ingresso nel mondo del lavoro. 
3. Stanziamento straordinario per i Libri di Testo
Per contrastare il caro-scuola e supportare il diritto allo studio delle famiglie a basso reddito, il decreto stanzia 20 milioni di euro aggiuntivi per il 2026. Questi fondi straordinari serviranno ad ampliare la platea dei beneficiari che hanno diritto alla fornitura gratuita o parzialmente gratuita dei libri di testo per le scuole dell’obbligo
nuovi “Licei Tecnologici” e “Licei Professionali”
Il cambiamento principale non riguarda i programmi didattici o le materie specifiche, che restano focalizzati sulle competenze tecniche. L’operazione è innanzitutto culturale: il Ministero ha deciso di cambiare il nome per eliminare il pregiudizio che considerava queste scuole inferiori rispetto ai licei tradizionali, conferendo loro “pari dignità”. 
    • Le materie: Non ci saranno stravolgimenti nei piani di studio individuali. Ad esempio, chi sceglie l’indirizzo informatico o meccanico continuerà a studiare informatica o meccanica. 
    • La filiera “4+2”: Il decreto potenzia la formula che accorcia a 4 anni le superiori tecniche e professionali, permettendo l’accesso diretto ai 2 anni di specializzazione terziaria negli ITS Academy (Istituti Tecnici Superiori), permettendo di diplomarsi prima ed entrare subito nel mondo del lavoro con una qualifica altamente tecnologica.
    • Fondi di potenziamento: Vengono stanziati 10 milioni di euro in più per promuovere i “campus” e le reti tra queste scuole e le imprese del territorio.

 Bonus Libri di Testo: la nuova soglia ISEE
Per contrastare il caro-libri, lo Stato ha incrementato le risorse con un’aggiunta di 21 milioni di euro. La novità più importante per le famiglie riguarda l’allargamento della platea dei beneficiari: 
    • Soglia ISEE elevata a 40.000 euro: Per accedere alle misure di sostegno e ai contributi per la fornitura gratuita (o parzialmente gratuita) dei libri di testo, la soglia massima dell’ISEE familiare sale da 30.000 a 40.000 euro. 
    • A chi si rivolge principalmente: I nuovi 20 milioni straordinari si concentreranno sulle famiglie con figli iscritti alle classi prime delle medie e alle classi prime e terze delle superiori (gli anni in cui la spesa per i libri è tradizionalmente più alta).

 Come i CPIA gestiranno i corsi per i genitori
I Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) sono scuole pubbliche statali specializzate nell’alfabetizzazione. Il decreto affida loro un ruolo centrale, non privo di sfide logistiche: 
  • Il meccanismo di attivazione: I presidi delle scuole dei figli segnalano le gravi difficoltà linguistiche dei genitori ai servizi sociali. Questi ultimi attivano i CPIA per inserire i genitori in percorsi gratuiti personalizzati di apprendimento della lingua italiana, mirati al raggiungimento del livello A2.
  • Gli orari: Per permettere la conciliazione con il lavoro, i CPIA offrono tipicamente corsi flessibili distribuiti in diverse fasce orarie, sia la mattina sia in orario tardo pomeriggio/serale.
  • Le criticità attuali: Il mondo della scuola sta già discutendo l’applicazione pratica di questa norma. I rappresentanti dei CPIA segnalano che ci sono già oltre 31.000 adulti in lista d’attesa per i corsi di italiano a causa della carenza di aule adeguate e della scarsità di docenti di ruolo (organici ridotti). Il decreto dovrà quindi fare i conti con la reale capacità ricettiva delle strutture sul territorio.