Sia il Governo che le cosiddette OO.SS. rappresentative (questa volta tutte e cioè CGIL-CISL-UIL-SNALS-GILDA- ANIEF) hanno pensato bene di fare un regalo di “Pasqua” al personale della scuola con la sottoscrizione di una pre-intesa per la parte economica del contratto di lavoto 2025/2027. Resta sospesa ancora l’intesa per la parte normativa
Considerato che l’intesa è stata raggiunta 1° aprile 2026, appare evidente sottolineare che non si tratta “di un pesce d’aprile”.
Quindi, come si diceva l’intesa riguarda la sola parte economica del rinnovo contrattuale: il tavolo negoziale verrà infatti convocato nuovamente a breve per affrontare senza soluzione di continuità, anche la parte normativa, che comprenderà relazioni sindacali, rapporto di lavoro, welfare contrattuale, lavoro agile e gli altri istituti che completano il quadro regolatorio del comparto.
Si parla, dai primi calcoli effettuati, di un aumento medio di 137 euro lordi, (per i docenti di circa 143), tali aumenti saranno erogati in tre tranche annuali con decorrenza 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027, comprensive dell’anticipazione IPCA già corrisposta ai sensi dell’art. 47-bis, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001.
Quindi, solo a regime, dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio per l’intero comparto sarà raggiunto integralmente.
Ovviamente, considerato che parte degli aumenti avranno decorrenza 1.1.2025 il personale maturerà anche gli arretrati relativi agli incrementi non ancora corrisposti. Gli arretrati, quasi sicuramente, verranno corrisposti con le competenze di giugno e dovrebbero aggirari da circa 815 euro a circa 1.250 euro, a seconda del profilo professionale.
Certamente, non si può non sottolineare come, rispetto al passato, nel volgere di 4 anni (dal 2022 al 2026) sono stati sottoscritti tre contratti consecutivi, a partire da quello relativo al triennio 2019-2021, per cui se si sommano i tre incrementi si può dire che nel quadriennio si è avuto un incremento medio di 395 euro medi per 13 mensilità come media di comparto e 412 euro medi per 13 mensilità per il personale docente.
Se però si ritiene che con tali contratti si è risolto il problema salariale del personale della scuola, si afferma una cosa del tutto errata se si pensa che un docente, per esempio, ha uno stipendio iniziale di circa 1500 mensili (pur con gli aumenti) e che larga parte dell’incrmento contrattuale è decurtato per l’enormità delle trattenute previdenziali, assistenziali e fiscali.
Una politica dei salari deve riguadare una revisione delle aliquote fiscali e una detassazione di una parte dello stipendio in quanto il personale della scuola impegna molto del suo stipendio per mantenersi in altri comuni rispetto al luogo di residenza ovvero è sottoposto a viaggi PER RAGGIUNGERE LA SEDE DI LAVORO – MOLTE VOLTE ANCHE A TRASFERIRE LA PROPRIA RESIDENZAcon enorme dispendio di risorse economiche E SACRIFICI FAMILIARI. La cosiddetta allora “detrazione fiscale per spese produzione del reddito” dovrebbe essere reintrodotta riconoscendo al docente (cui, senza retorica, va riconosciuto anche l’obbligo di tenere nell’ambiente scolastico un abbigliamento adeguato alla particolarità dell’istituzione) TALE DETASSAZIONE IN MISURA ADEGUATA E RAPPORTATA ALLE SPESE SOSTENUTE.
Riteniamo anche importante che, nella successiva tornata di accordo normativo, si ponga “mano” alla soluzione del recupero dell’anno 2013 per la progressione di carriera come, ANCHE, una revisione della tabella di sviluppo degli stipendi perchè è impensabile che il personale in media debba aspettare 8 ANNI E DICIAMO 8 ANNI !! PER AVERE UN RICONOSCIMENTO DEL SERVIZIO IN TERMINI ECONOMICI (le cosiddette fasce stipendiali).
Si è detto che gli arretrati e aumenti in “busta paga” si avranno non prima di giugno e questo perchè dopo la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo, si apre ora l’iter previsto dalla normativa: verifica di compatibilità finanziaria, passaggi governativi e certificazione della Corte dei Conti. Solo al termine di questa procedura il contratto potrà essere firmato in via definitiva e acquisire piena efficacia giuridica.