LEGGE DI BILANCIO 2026: ESAME DI ALCUNE NORME CHE INTERESSANO LA SCUOLA E I DIPENDENTI PUBBLICI

LEGGE DI BILANCIO 2026: UN VERO SALASSO PER LA SCUOLA E OCCHIO PARTICOLARE PER I PIU’ RICCHI !!!

  • RIDUZIONE DAL 35 al 33 PER CENTO DELLA SECONDA ALIQUOTA IRPEF                                                                                  
    Il sistema progressivo delle aliquote, per il 2026, sarà così costituito:
    – fino a 28 mila euro, aliquota del 23%;
    – da 28 mila euro e fino a 50 mila euro, aliquota del 33% (prima era 35%);
    – oltre 50 mila euro, aliquota del 43%.
    Il beneficio massimo potrà arrivare a 440 euro annui.  L’aspetto inconcepibile è rappressentato dal fatto che la misura, che nei propositi doveva essere destinata al cosiddetto “ceto medio”, interesserà anche coloro che percepiscono sino a 200.000 euro di reddito  e che, sicuramente, non rappresentano il ceto medio. 
  • CONFERMA APE SOCIALE
  • L’art. 1 comma 162 della manovra conferma anche per il 2026 la possibilità di accesso all’Ape sociale da parte di coloro con almeno 63 anni e 5 mesi. Oltre all’età, occorre rientrare in una delle seguenti categorie: ex disoccupati privi di Naspi – caregiver di familiari da almeno 6 mesi – invalidi al 74% minimo e addetti a lavori gravosi svolti per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni oppure per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni. Le prime tre categorie devono possedere almeno 30 di anzianità contributiva, mentre la quarta almeno o 36 anni. Per usufruire di tali benefici si consiglia di recarsi presso Patronati esperti in materia. Si ricorda che la FLP SCUOLA FOGGIA è convenzionata a tal fine con il PATRONATO MCL-SIAS che a Foggia si trova in Via  Castiglione, 82/84,
  • AUMENTO GRADUALE DEI REQUISITI PER ACCESSO ALLA PENSIONE DAL 2027                                                             

  • La manovra conferma il meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, ma lo introduce in modo graduale. Nel 2027, infatti, il requisito anagrafico e quello contributivo dovrebbero aumentare di 3 mesi, ma la Manovra ha stabilito che nel 2027 l’aumento sarà limitato a 1 mese e solo a partire dal 2028 entrerà a regime l’aumento complessivo di 3 mesi.

    Ancora per il 2026, quindi, i requisiti rimangono quelli del 2025, ovvero:

    • 67 anni di età e almeno 20 di contributi per la finestra di Vecchiaia
    • 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) e 41 anni e 10 mesi di contributi (donne), indipendentemente dall’età anagrafica, per la finestra di Anticipata Ordinaria. 

    Nel 2027, invece, i requisiti saliranno a: 

    • 67 anni e 1 mese di età e almeno 20 di contributi per la finestra di Vecchiaia
    • 42 anni e 11 mesi di contributi (uomini) e 41 anni e 11 mesi di contributi (donne), indipendentemente dall’età anagrafica, per la finestra di Anticipata Ordinaria. 

    Infine, dal 2028, i requisiti aumenteranno a: 

    • 67 anni e 3 mesi di età e almeno 20 di contributi per la finestra di Vecchiaia
    • 43 anni e 1 mese di contributi (uomini) e 42 anni e 1 mese di contributi (donne), indipendentemente dall’età anagrafica, per la finestra di Anticipata Ordinaria. 

    Questo aumento vale per tutti i lavoratori tranne per coloro che:

    • svolgono attività gravose;
    • sono addetti a lavori usuranti;
    • sono lavoratori precoci (ovvero lavoratori che hanno almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età), sempre se rientrano nelle due categorie elencate in precedenza.

    In tutti questi casi, infatti, i requisiti per il pensionamento non aumentano e rimangono quelli attualmente in vigore

    Gli aumenti, invece, riguarderanno anche il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ma un anno dopo rispetto a tutti gli altri. Quindi, per queste categorie dal 2028 scatterà l’aumento di 1 mese e dal 2029 quello di 3 mesi

  • SOPPRESSA OPZIONE DONNA E QUOTA 103                                                                                                                                                A partire dal 2026non saranno più disponibili le finestre di pensionamento anticipato in vigore fino a quest’anno, ovvero Opzione Donna e Quota 103.                                                                                                                                                                                                       
  • BONUS MAMME                                                                                                                                                                                                                   Ampliato, il sostegno alle madri lavoratrici (cosiddetto “Bonus mamme”). Questo contributo è rivolto alle lavoratrici con due o più figli, dipendenti o autonome (escluse le lavoratrici domestiche), fino al compimento del decimo anno d’età del figlio più piccolo, o fino al compimento del 18° se si hanno da tre figli in su. La misura però prevede anche un limite di reddito annuo: non deve essere superiore a 40mila euro. In particolare, la legge di bilancio per il 2026 ha alzato l’assegno di 20 euro, portandolo a 60 euro (dai 40 precedenti) per ogni donna lavoratrice che abbia i requisiti, e per ogni mese lavorato, fino quindi a 720 euro annui. La somma sarà versata in una soluzione unica a dicembre e non rientra nella base imponibile.  
  • CONGEDI PARENTALI E PER MALATTIA FIGLI MINORENNI                                                                                                                     Viene esteso il periodo di congedi parentali dei lavoratori dipendenti (pubblici e privati); dal 2026 sarà possibile richiedere il congedo parentale anche con riferimento ai figli di età compresa tra i 12 e i 14 anni (in caso di adozione, nazionale o internazionale, o di affidamento, con riferimento ai minori fino al quattordicesimo anno di ingresso nella famiglia, anziché al dodicesimo anno).
    Analoga estensione fino al 14° anno di età del bambino viene prevista per il prolungamento del congedo (art.33 del Decreto legislativo 151/2001), fruibile in misura continuativa o frazionata per un periodo massimo non superiore ai tre
    anni per ogni minore in situazione di gravità. Nulla è innovato circa il trattamento economico del congedo.
    Le disposizioni intervengono anche, modificandola, sulla disciplina dei congedi per malattia dei figli di età superiore a tre anni. Sarà, infatti, possibile fruire di dieci giorni annui per malattia del figlio (di età superiore ai tre anni) fino al compimento del 14° anno di vita del bambino (non più fino all’8°).    
  • TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO DIPENDENTI PUBBLICI E APPLICAZIONE IMPOSTA SOSTITUTIVA 
    Per ora solo per l’anno 2026, viene introdotta, per i dipendenti pubblici (esclusi dirigenti)  con un reddito da lavoro dipendente
    non superiore a 50.000, un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali pari al 15%, con riferimento al trattamento economico accessorio fino a un limite massimo del relativo imponibile pari a 800 euro.    
  • SUPPLENZE-  SCARICA QUI NOSTRO DETTAGLIO GIA’ PUBBLICATO
  • ORGANICO DELL’AUTONOMIA                                                                                                                                                                                   Il comma 520 della legge di bilancio 2026 stabilisce che l’organico dell’autonomia non sia più definito su base pluriennale, ma annualmente, con decreto ministeriale. Il comma 521 invece elimina di fatto il riferimento al carattere “triennale” dell’organico dell’autonomia nella norma che consente che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri possano essere rimodulate le riduzioni riferite al personale docente dell’organico. Inoltre la legge di bilancio 2026 specifica che se dovesse essere necessario una riduazione dei posti di potenziamento, questa potrà avvenire senza la necessità di effettuare la rilevazione e il monitoraggio del numero delle classi e del numero dei posti in organico dell’autonomia. Anche per il personale Ata, oltre ai tagli già previsti di 2.174 posti, è previsto che, a decorrere dall’anno scolastico 2026/2027, la consistenza complessiva delle dotazioni organiche del personale ATA sia determinata annualmente, e non più con cadenza triennale.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Chiaro l’intento del Governo di lasciarsi aperta la porta a una riduzione annuale degli organici delle scuole !!!
  • PROROGA VALIDITA’ GRADUATORIE CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI                                                                   
  • Il comma 527 dispone che le immissioni in ruolo dalla graduatoria del concorso per dirigenti scolastici bandito ai sensi del decreto n. 194 del 2022 sono effettuate fino al suo esaurimento. Le immissioni in ruolo sono effettuate, almeno per il 60% dei posti annualmente assegnabili, prioritariamente dalla graduatoria del concorso per titoli ed esami bandito nel 2022 fino al suo
    esaurimento e, successivamente, per una quota fino al 40%, attingendo alla graduatoria della procedura riservata di cui al DM 107/2023, fino al suo esaurimento.
    Viene soppresso l’ultimo periodo del comma 11-septies del decreto-legge 198/2022 che prevedeva di restituire, in occasione di un successivo concorso, le assunzioni dalla procedura di cui al DM 107/2023 in caso di esaurimento delle
    graduatorie del concorso ordinario. Viene altresì eliminata la disposizione che prevedeva il recupero a favore del concorso ordinario dei posti utilizzati per le immissioni in ruolo 2024/2025 effettuate attingendo dalla graduatoria della procedura riservata DM 107/2023 in attesa della conclusione del concorso ordinario. Il comma 528 dispone che le graduatorie regionali del concorso per titoli ed esami bandito con decreto direttoriale del 18 dicembre 2023 sono integrate con gli idonei utilmente iscritti nelle medesime graduatorie che sono assunti sul 60% dei posti annualmente vacanti e disponibili fino ad esaurimento.                                          Insomma, per dirla in breve “perdete ogni speranza per nuovi concorsi….” …..  
  • STRETTA SUI PERMESSI PER LEGGE 104                                                                                                                                                              Le Pubbliche Amministrazioni possono richiedere all’INPS l’accertamento della permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei propri dipendenti (o dei soggetti assistiti) che fruiscono dei permessi retribuiti di cui all’art.33, commi 2,6
    e 6 della Legge 104/1992. Le medesime Amministrazioni inseriscono nelle denunce mensili le informazioni relative al permesso o congedo fruito e al soggetto per il quale sia stato riconosciuto il medesimo permesso o congedo. Ne vedrremo sicuramente delle belle nelle scuole in cui, già oggi, molti dirigenti scolastici “assumono atteggiamenti da “gestapo” per dipendenti che godono di questi benenfici, Se poi, tali benenici, vengono goduti dagli stessi dirigenti scolastici (si dice di una dirigente scolastica che “è più assente che presente a scuola sia per legge 104 che per “esigenze di trasporto presso la sede di lavoro”)                                                                                 
  • QUESTI GLI ASPETTI DELLA LEGGE DI BILANCIO DEL GOVERNO CHE, A DETTA DEI PROCLAMI,  OPERA PER LA SCUOLA …. FIGURIAMOCI COSA SAREBBERO STATI GLI EFFETTI SE QUESTO GOVERNO NON AVESSE PENSATO ALLA SCUOLA !!!!!