RIAPERTURA SCUOLE E LAVORATORE FRAGILE: IL PUNTO SULLA SITUAZIONE

Nel diffuso caos che regna nella scuola, uno degli aspetti che è sottovalutato è certamente quello della presenza di molti docenti e personale ata (ma non mancano anche dirigenti scolastici) che sono da considerarsi  “LAVORATORI FRAGILI”

Ma cerchiamo di capire chi è il lavoratore fragile.

Con la diffusione del Covid-19, è cambiato il concetto di lavoratore fragile nella scuola.  Nella sezione del Ministero dell’Istruzione dedicata alla riapertura della scuola, è possibile visionare il documento “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”.  Nel documento il lavoratore fragile non viene più definito in base all’età, ma in base al fatto che presenta:

  • alcune tipologie di malattie cronico degenerative (ad es. patologie cardiovascolari, respiratorie e dismetaboliche),
  • patologie a carico del sistema immunitario ,
  • patologie oncologiche (indipendentemente dall’età), 
  • “che, in caso di comorbilità con l’infezione da SARS-CoV-2, possono influenzare negativamente la severità e l’esito della patologia”.

Ciò posto,  il Dirigente scolastico, una volta accertata la presenza di queste condizioni di salute, a richiesta del lavoratore interessato, deve necessariamente attivare la sorveglianza sanitaria eccezionale,  mediante la seguente procedura:

  • attraverso il medico competente, se già nominato per la sorveglianza sanitaria ex art. 41 del D.Lgs 81/08:
  • attraverso un medico competente ad hoc nominato, per il periodo emergenziale, anche, ad esempio, prevedendo di consorziare più istituti scolastici;
  • attraverso la richiesta ai servizi territoriali dell’Inail che vi provvedono con propri medici del lavoro.

Al termine dell’iter, il medico decide se dare al lavoratore fragile:

  1. l’idoneità permanente o temporanea,
  2. l’idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni
  3. l’inidoneità .

Tale precisazione è importante e va contestualizzata, in ogni caso, con il documento dell’INAIL  sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che fa rientrare fra i soggetti “fragili” le lavoratrici e i lavoratori di età superiore ai 55 anni, ovvero di età inferiore ai 55 anni con alcune tipologie di malattie cronico degenerative (ad es. patologie cardiovascolari, respiratorie e dismetaboliche) che in caso di comorbilità con l’infezione possono influenzare negativamente la severità e l’esito della patologia. Nello specifico il Documento tecnico, con riferimento ai lavoratori maggiormente esposti a rischio contagio, documenta infatti che “i dati epidemiologici mostrano chiaramente una maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione, nonché in presenza di alcune tipologie di malattie cronico degenerative (ad es. patologie cardiovascolari, respiratorie e dismetaboliche) che in caso di comorbilità con l’infezione possono influenzare negativamente la severità e l’esito della patologia” ed indica l’età di 55 anni quale parametro di riferimento.

A parere, quindi,  dell’INAIL dovrebbe essere introdotta la sorveglianza sanitaria speciale anche sui lavoratori con età superiore a 55 anni.

Tale necessità viene ribadito dall’art. 83 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 e sua conversione in Legge 17 luglio 2020, n. 77 che ha introdotto la “sorveglianza sanitaria eccezionale”, assicurata dal datore di lavoro, per i “lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da morbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità”.

Emerge in tutta evidenza la contraddittorietà fra il documento Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia
elaborato dal Gruppo di Lavoro ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna, Regione Veneto Allora,  di cui sopra si è detto, e quanto riportato nel documento dell’INAIL. 

Il Ministero a pochissimi giorni dall’inizio delle attività scolastiche,  il 1^ settembre è alle porte e sta già bussando, e a pochi giorni dall’inizio delle lezioni, si sta ancora riservando di dare istruzioni definitive in merito, pur sapendo che il numero del personale scolastico con età media over 55 (lavoratori fragili) riguarda  oltre la metà del personale docente ed ata.  

La superficialità con cui si trattano certe delicate questioni, la tardività con cui si stanno affrontando i problemi legati all’inizio dell’anno scolastico, il caos derivante dalle assunzioni, dalla predisposizione delle nuove graduatorie,  dalla mancata attivazione delle procedure relative alla mobilità annuale (utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie) ha raggiunto livelli molto preoccupanti, eppure la ripresa della diffusione del COVID 19, già nota da tempo, avrebbe dovuto consigliare e imporre misure, azioni concrete ed effettive tese a garantire un inizio di anno scolastico in sicurezza per gli studenti e il personale.

IL SEGRETARIO PROVINCIALE

Giuseppe De Sabato