IO SONO IO, E DI QUESTO NE SONO CERTO, E TU SEI….QUELLO CHE NON VOGLIO SAPERE E CHE NON MI IMPORTA SAPERE: SEMBRA QUESTO IL MOTTO CHE GUIDA ALCUNI DIRIGENTI SCOLASTICI

Ci continuano a pervenire segnalazioni in cui sembra che alcuni dirigenti scolastici, per fortuna non tutti bisogna dirlo, ma i soliti noti e ben conosciuti, ritengono di essere talmente consapevoli del loro ruolo ( e su questo “nulla questio”) tanto da ritenersi depositari anche del potere legislativo e di assoluto predominio sul restante personale della scuola

Se dalla stampa apprendiamo di un procedimento disciplinare attivato da un dirigente nei confronti di un docente che si era reso “responsabile” di non essere arrivato per tempo ad una convocazione ad “horas” che lo stesso dirigente gli aveva fatto pervenire con un semplice interpello telefonico da parte di un assistente amministrativo, come se si trattasse di un servo della gleba che non può disporre del suo tempo libero a piacimento, visto che il docente non era nemmeno in servizio la mattina in cui era stato convocato dal DS…, dall’altro assistiamo anche a provvedimenti (poi per fortuna, del DS ovviamente, ritirati..) con i quali, dirigenti poco accorti ovvero depositari di “presunte verità legislative”, collocano  in angusti locali e diffidano ad avere contatti con alcun dipendente della scuola, se non con persone ben individuate, quei docenti che sono in possesso dell’esenzione da vaccino per le fattispecie e patologie espressamente previste dalla legge.

Evidentemente, non solo non vi è conoscenza della normativa (leggasi Decreto-legge 24 marzo 2022 , n. 24) e si pensa di legiferare in maniera del tutto personale, ma non ci si attiene nemmeno alle successive circolari ministeriali (leggasi la nota prot. 461 del 1 aprile 2022)  nelle quali è  espressamente previsto che  “In ogni caso, per tutti l’accesso alle strutture scolastiche è subordinato, fino al 30 aprile 2022, al possesso del green pass base ed è consentito, fino al 15 giugno 2022, lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni soltanto al personale docente ed educativo non inadempiente con l’obbligo vaccinale, che risulti quindi in possesso di green pass rafforzato, nonché ai soggetti esentati dalla vaccinazione.

Ora, premesso quanto innanzi, dobbiamo anche aggiungere che ci risulta che taluni dirigenti scolastici dimenticano, o fanno finta di non conoscere, come il sistema di relazioni sindacali nella scuola, previste dal contratto di lavoro, e quindi fonte di regolamentazione cui i dirigenti, piaccia o non piaccia, devono sottostare, deve essere improntato al perseguimento dell’’obiettivo di contemperare l’interesse dei dipendenti al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita professionale con l’esigenza di incrementare l’efficacia e l’efficienza dei servizi prestati alla collettività. Esso è improntato alla correttezza e trasparenza dei comportamenti.

Il tutto, poi, è dettagliato negli articoli 4-5-6 del CCNL DEL COMPARTO SCUOLA QUADRIENNIO GIURIDICO 2006-09 E 1° BIENNIO ECONOMICO 2006-07, e che trovano ora riferimento nel CCNL 2016/2018, che ha integrato il precedente contratto e ha ridefinito le relazioni sindacali articolandole in contrattazione integrativa e partecipazione che, a sua volta, si articola in informazioneconfronto e organismi paritetici di partecipazione, in cui, fra l’altro, è precisato in modo inequivocabile e che non si presta ad interpretazioni di sorta o a “iniziative personali legislative” che le materie previste dall’art.6 sono oggetto di informazioni sono fornite nel corso di appositi incontri, unitamente alla relativa documentazione. In sostanza, si vuole affermare che il dirigente non può limitarsi alla semplice trasmissione di atti e documenti ma deve convocare apposito incontro in presenza.

Forse, anzi certamente, alcuni e ben noti dirigenti, dimenticano (o forse non hanno nemmeno letto il CCNL….a tal proposito che ne dite di un esame periodico da far sostenere ai DS in materia di legislazione scolastica almeno ogni due anni con possibile sospensione dal servizio in caso di non superamento dell’esame ?) che nel sistema delle relazioni sindacali diventa fattore determinante per la crescita della scuola che entrambe le parti, pubblica e sindacale, si pongano in una logica di dialettica corretta e trasparente, rispettosa delle reciproche competenze e dei reciproci limiti, ma aperta al dialogo, all’equilibrio, al buon senso, alla reciproca considerazione dei rispettivi diritti ed obblighi, unici e potenti aspetti utili per superare eventuali conflittualità e frizioni e raggiungere i dovuti risultati.

Ci viene anche riferito, ma ci auguriamo che non sia vero, che taluni dirigenti, per consiglio (sic!!)  si rivolgono a ben nota sigla sindacale, cosiddetta rappresentativa, che invece di tutelare il personale della scuola, si pone al servizio del dirigente “oppressore” consigliandolo (in modo ovviamente erroneo … e per puro compiacimento…) su come comportarsi ovvero confermando le scelte e le iniziative “legislative personali” a danno quasi sempre del personale stesso (anche se iscritto alla predetta sigla sindacale…)

Detto quanto sopra, giova quindi ribadire che la scuola è, come recita l’ articolo 3 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, una comunità educante di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, improntata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni, per cui non può essere presente una persona, pur rivestendo il ruolo dirigenziale, che “sua sponte” decida, legiferi, interpreti a proprio piacimento, proprio perchè sia il legislatore del 297 che i contratti di lavoro, nel rispetto del ruolo dirigenziale, hanno comunque previsto prerogative non esimenti dal ruolo degli organi collegiali, delle RSU, della stessa comunità (docente ed ata) con cui occorre confrontarsi, con cui occorre stabilire rapporti di collaborazione e rispetto dei ruoli, a cui qualunque dirigente, piaccia o non piaccia, che sia gradito o meno, deve soggiacere.